L’enorme forza di Sinisa Mihajlovic

 

Ci sono degli eventi che vanno ben oltre il calcio. Il calcio è sì un business capace di muovere milioni di euro all’anno, ma non è solo questo. È anche amore per i colori della propria squadra del cuore, è anche attaccamento alla maglia. Quanto fatto da Sinisa Mihajlovic domenica 25 agosto è stato straordinario: il tecnico dei rossoblù ha deciso di presentarsi ugualmente sulla panchina del Bologna per l’esordio in campionato a Verona, nonostante stia combattendo da più di 40 giorni contro la leucemia. Una dimostrazione di enorme attaccamento verso i suoi giocatori ed il suo staff, di passione per il calcio e di amore per la vita.

Nella scorsa stagione, Mihajlovic ha portato il Bologna al decimo posto a quota 44 punti, concludendo la stagione con la vittoria casalinga contro il Napoli al Dall’Ara. Il tecnico serbo nei giorni successivi alla fine del campionato ha deciso di rimanere alla guida del Bologna, intenzionato a raggiungere gli obiettivi dell’ambiziosa società bolognese: una salvezza quanto più tranquilla possibile, con la speranza di insidiare le squadre che lottano per un posto in Europa League. Ma il 13 luglio 2019 il tecnico serbo, pochi giorni dopo l’inizio del ritiro precampionato, annuncia in conferenza stampa di aver contratto una forma acuta di leucemia e di voler intraprendere sin da subito le cure necessarie per combattere questa terribile malattia. Nonostante non sia presente fisicamente agli allenamenti, Sinisa viene costantemente aggiornato dai suoi vice-allenatori Di Leo e Tanjga. Il Bologna disputa un buon pre-campionato, battendo in amichevole il Pisa ed i tedeschi dell’Augsburg e dello Schalke 04.

Sinisa sorprende tutti presentandosi al Bentegodi per l’esordio stagionale in casa dell’Hellas Verona. Il Bologna non va oltre il pareggio, ma Sinisa ha sicuramente vinto. Cappellino in testa, viso scavato dalla malattia, cerotto sulla parte sinistra del collo. Ma lui c’era per guidare i suoi ragazzi, che tante soddisfazioni gli hanno dato l’anno scorso. Ad inizio partita il tecnico serbo parla costantemente con i suoi vice-allenatori, per poi impossessarsi del comando della panchina bolognese fino al 92’ minuto, lasciando il Bentegodi pochi minuti prima del fischio finale. La speranza è che il 50enne di Vukovar vinca la sua partita più difficile. Forza Sinisa!



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