FABIO MASSENZI: “La recitazione per me è stato un qualcosa che ha sempre predominato nella mia vita.”

Ciao Fabio benvenuto tra le pagine di Life factory magazine, raccontaci un po di te e di come è nata la tua passione per la recitazione?
“Parlare di se in modo autoreferenziale è sempre difficile, o si rischia di omettere o di pavoneggiarsi troppo, è sempre una domanda a doppio taglio. Però posso dirti che ho sempre cercato di essere me stesso. Talvolta sbagliando, ma ho sempre cercato di essere fedele al mio spirito. Io credo che tutti noi nasciamo con delle predisposizioni, che con il tempo assecondate, possono diventare delle velleità. E la recitazione per me è stato questo. Qualcosa che ha sempre predominato nella mia vita. Non so se c’è stata una vera e propria nascita, direi piuttosto che non vi è mai stato un’ intralcio alla realizzazione. Fin da piccolo, fino a dove arrivano i miei ricordi, anche con l’aiuto di foto, vhs e racconti emerge sempre questa mia gioia nel recitare o comunque intrattenere. Sicuramente devo molto all’ala familiare materna, dove si è sempre respirata arte. Tre nomi su tutti, mia madre, mia zia Mary e La sora Gioconda. Probabilmente senza di loro sarebbe rimasta solo una passione non canalizzata nel modo giusto. Il che, ha portato a molte rinunce ovviamente, ed esclusione di “Piani B”, ma il mio augurio a trent’anni è quello di essere felice. Ci è stato concesso un solo giro in mare aperto, perché cavalcare l’onda sbagliata?”

Quali sono stati i tuoi studi artistici??
“Ho frequentato da giovanissimo l’Accademia “Corrado Pani” studiando con docenti come Annabella Cerliani, Claudio Insegno, Gianni Diotajuti. Poi mi sono cimentato nello studio della voce, frequentando un corso triennale di doppiaggio ed emissione vocale, “Lavorare con la voce”, con i fratelli Di Cicco. Ho proseguito i miei studi con diversi Acting Coach, che mia hanno dato molto, hanno lavorato molto bene sulla mia emotività. Peculiarità fondamentale per affrontare questo mestiere artigianale. Poiché siamo degli artigiani delle emozioni, che fanno della vulnerabilità lo specchio della propria anima.”

Nel 2018 ti vediamo come protagonista del film “L’ultimo Ninja” diretto da Mattia Riccio. Raccontaci.
“Eh si, devo ammettere che “L’Ultimo Ninja” è stato una rivelazione, una bomba che ci è scoppiata in mano. 35 candidature e 16 premi in dodici mesi per di più senza distribuzione è stato veramente un successo.

Ti racconto un aneddoto. Quando venni contattato per il provino, leggendo la parola Ninja la mia mente contorta chissà cosa deve aver pensato, poiché ho praticato una disciplina cinese, Sanda, mandai una foto alla Jeanclaude Van Damme. Quando arrivai al provino e mi spiegarono il progetto, e mi ritrovai a fare una scena drammatica insieme a Roberto, l’aiuto regia di Mattia, nelle vesti di mia moglie, tra me e me pensavo “Questi ora mi prendono per un esaltato”. Invece ottenni il ruolo, e insomma il resto è storia. E da li nacque poi questo legame artistico che ci ha portato poi a prendere in mano altri progetti come I Bravi Amici e Siamo Solo Piatti Spaiati.

Sempre con “l ultimo Ninja” ti vediamo come miglior attore protagonista al “MoviePlanetFilmFestival”, che emozioni si provano?
“Eh, sinceramente già quando si vince un premio, sono emozioni forti. Perché comunque vuol dire che hai lavorato bene ed il tuo lavoro è apprezzato. Ma quando ne vinci uno personale, vuol dire proprio che hai fatto breccia nel cuore degli addetti ai lavori. E questo è accaduto appunto al MoviePlanetFF e al Carpine d’Argento, e devo dire che è quella gratifica che ti fa dire “Ok, avevo ragione io”. Ti identifica, ti da un’identità non più solo aleatoria.”

A proposito di interpretazioni da protagonista, ti abbiamo visto a teatro in “LIBERI TUTTI”. Com’è stata e com’è andata quest’esperienza?
Eh, “Liberi è Tutti” è uno spettacolo che veramente mi ha trafitto il cuore, tratta il tema dell’omosessualità e della malattia. Parla di questo genitore, il classico padre di borgata, ignorante, con una concezione di famiglia all’antica, che si sacrifica per la famiglia. Un padre quasi morboso, attaccato alla figura di questo figlio, che idolatra e sfoggia con fierezza maschia. Fino a che questo figlio, Libero, non fa outing. Potete immaginare le varie reazioni omofobe, anche divertenti. E’ nella seconda parte che si piange. Perché questa delusione una volta smaltita e accettata, porta il padre ad accettare la sessualità del figlio. Fino a quando un male si porta via Libero. E li parte un monologo molto intenso, che sinceramente ha sempre lasciato il pubblico ammutolito, mandandolo vi con l’amaro in bocca. Inizialmente quando lessi il copione, rimasi spiazzato, come se non mi sentissi all’altezza di tale onere. Ho dovuto ricorrere a delle esperienze personali che diciamo avevo riposto in un cassetto ben sigillato. Ma poi hanno parlato le lacrime del pubblico.”

Quanti e quali sacrifici si fanno per amore della recitazione?
Il sacrificio più grande lo fanno le persone intorno a noi, soprattutto i nostri genitori. Che hanno paura di questo salto nel buio. Sicuramente senza il loro apporto, nonostante le difficoltà che si vivono non solo in questo settore, non avrei potuto scegliere chi voler essere nella vita. Nessun sacrificio può essere visto vano se ci permette di vivere la vita che vogliamo. Con il tempo ho capito, che per arrivare alla mèta bisogna sacrificare qualcosa, bisogna lasciarci alle spalle chi ci rallenta, non si può avere tutto facilmente. Fortunatamente per quanto riguarda il mio percorso, quelli considerati “sacrifici” alla fine, erano solo alibi, scuse ed energie negative che non mi permettevano di realizzarmi, in primis come uomo. Io sono entrato nell’ottica di idee che, Ogni sacrificio non è mai vano, bisogna solo sapere dove ti porta.

Dove ti vedremo in futuro?
Sicuramente grazie alla mia agenzia Sosia e Pistoia, qualcosa si sta muovendo. Nell’immediato, sono state confermate altre due date dello show “Promuovi la tua musica” che stiamo portando in giro per l’Italia insieme a Fanya Di Croce. Uno spettacolo sul cantautorato italiano.

“Poi, riprenderà nel prossimo autunno, Liberi Tutti a teatro. Ad ottobre insieme a Mattia, voleremo a New York per girare un videoclip che ci è stato commissionato da una cantante. Siamo in fase di pre-produzione di due nuovi cortometraggi. E soprattutto stiamo in fase di pre-produzione del film di “Siamo Solo Piatti Spaiati”con la C1VFilm.

I presupposti per essere un grande anno ci sono. E siamo pronti ad accoglierlo.

Prima di salutarti e ringraziarti, hai voglia di aggiungere qualcosa?
E’ stata veramente una bella chiacchierata. Vorrei ringraziare la redazione di Life Factory, per la bella intervista. Ci sentiremo presto con buone nuove. A presto.

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

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