UNA SALITA PER AMORE – Donne al fronte di Stefania P. Nosnan Ed. ENSEMBLE

Da LFM l’autrice Stefania P. Nosnan raccoglie due recensioni a 5 stelle. Onestamente è un evento raro, ma è giusto sapere quello che fecero alcune donne nella Grande Guerra. Chi sono le Portatrici Carniche? Che ruolo hanno avuto durante la Prima Guerra Mondiale?

SINOSSI: Elena Bonanni è una giovane portatrice carnica che assieme alle sue compagne, ogni giorno, marcia dal magazzino del Regio Esercito dislocato in paese fino alle trincee del Pal Piccolo. Sulle spalle le tre donne portano quaranta chilogrammi tra approvvigionamenti e armi. Non hanno nessun timore ad affrontare le difficoltose mulattiere con qualsiasi condizione meteorologica. Un giorno Elena conosce Alberto Petris, un giovane tenente con cui nascerà un sentimento. Il crollo del confine di Caporetto condurrà i due innamorati, ma anche gli abitanti del paese, a una lunga e forzata marcia per la salvezza verso il Veneto. Una volta giunti nella regione, Alberto sarà inviato sul nuovo fronte del Piave. Un romanzo sull’amore, capace di nascere nonostante l’orrore della guerra di trincea, ma anche sul coraggio. Quello di alcune donne, fortissime, capaci di affrontare ogni passo e ogni salita sostenendo un esercito e un Paese in difficoltà e di cui oggi, a più di un secolo di distanza da quella tristissima pagina di storia, è più che mai doveroso custodirne la memoria. Prefazione di Manuela Di Centa.

“Non bisogna mai dimenticare, perché vorrebbe dire dimenticare la propria identità.”

L’autrice, Stefania P. Nosnan, ci emoziona ancora una volta raccontandoci uno spaccato di vita reale del nostro paese, rendendo onore e merito a queste donne fantastiche, coraggiose, forti, che per troppi anni sono state dimenticate e messe da parte.
Io per prima non ero a conoscenza del ruolo determinante che le Portatrici Carniche hanno avuto durante il primo conflitto mondiale.
Durante la Grande Guerra gli uomini erano impegnati in prima linea sulle Alpi orientali e nei paesi, sulle Alpi Carniche, erano rimasti solo anziani e bambini.
E le donne.
Donne montanare, donne abituate al lavoro duro, alla fatica, donne che, con il loro coraggio hanno fatto la differenza. Ogni mattina all’alba riempivano le loro gerle con granate, cartucce, viveri, coperte e tutto il materiale necessario al fronte. Il peso che portavano sulle spalle variava dai 30 ai 40 kg. Ognuna di loro aveva un bracciale rosso con stampato il numero del reparto a cui era destinata.  Per ben 26 mesi le Portatrici hanno affrontato, sotto il fuoco dei cecchini austriaci, ore e ore di camminata con dislivelli fino a 1200 metri, incuranti del caldo d’estate, del freddo, del gelo e della neve d’inverno, per raggiungere la vetta e portare conforto agli uomini in trincea.
Qual è stata la forza più grande che ha convinto queste donne a dire spontaneamente “Noi ci siamo”?
La risposta è solo una: L’AMORE. L’amore per la propria terra, per la propria famiglia: portando tutto il necessario per i soldati nelle trincee aiutavano in qualche modo anche i loro familiari impegnati su altri fronti. Infatti quei soldati in trincea, che loro non conoscevano, erano mariti, figli, fidanzati di altre donne che come loro a casa ne attendevano il ritorno.

Elena Bonanni è la protagonista del romanzo, un’anziana donna di 99 anni che ottiene, dopo decenni, l’onorificenza da parte del Presidente della Repubblica, che le conferisce la Croce di Cavaliere per meriti. Siamo nel 1997. Dopo ben 81 anni la sua opera, come quella di decine di altre donne, viene ufficialmente riconosciuta. Elena è stata infatti una Portatrice Carnica durante la prima guerra mondiale.

“… Il discorso ossequioso del Presidente le giungeva come una nenia, ma lei non lo ascoltava. Non era interessata a quelle parole, perché nella sua mente c’erano altre voci, voci che giungevano da lontano, voci più incisive, vere e disperate. La sua mente torno’ a quel lontano 1916 quando la sua vita era cambiata, si era capovolta, e nel dolore della guerra aveva trovato una ragione di vita: L’AMORE…” 

A questo punto facciamo un salto nel passato e ritroviamo la nostra Elena diciassettenne, che insieme ad altre donne, é in attesa che i militari riempiano le loro gerle per poi incamminarsi sui monti verso le trincee, e raggiungere i soldati impegnati al fronte.
Quei ragazzi attendono con trepidazione il loro arrivo: per loro le Portatrici rappresentano l’unico filo diretto rimasto con la civiltà, con le loro famiglie… Vederle spuntare da dietro la parete rocciosa, per loro, è come ricevere una ventata di aria fresca,  è sapere di non essere stati dimenticati tra quelle vette. Proprio tra queste vette Elena conosce Alberto Petris, giovane tenente, e giorno dopo giorno tra i due giovani nasce un profondo sentimento. Tra gli orrori della guerra, il dolore e la disperazione per la perdita dei propri cari quello che guiderà i due giovani innamorati sarà la speranza, la fede, la voglia di stare insieme e di credere in quel futuro migliore in cui potranno essere finalmente felici.

Ancora una volta Stefania è riuscita a regalarmi emozioni fortissime, a farmi conoscere e apprezzare la forza e il coraggio di queste donne, capaci di affrontare ogni passo e ogni salita con determinazione e amore. E’ per me un privilegio e un onore potervene parlare, e rendere cosi omaggio nel mio piccolo a queste eroine così importanti ma dimenticate per troppo tempo.  Onorare la memoria del passato, è il dovere che ognuno di noi ha per vivere pienamente il presente e rendere migliore il futuro.

Giudizio: 5/5

Una salita per amore_cover001

Dati

Genere: Letteratura di guerra, fiction storica

Lunghezza: 142 pag.

Editore: Ensemble Edizioni

POV: terza persona

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