Mario Zinno: “Un sognatore, ma con i piedi ben piantati a terra”

“A 10 anni mio padre mi comprò una batteria professionale..e da lí in poi, per me, non c’é stato più scampo” (Mario Zinno”

Life Factory Magazine, ha intervistato per voi Mario Zinno attore,cantante musicista, producer. Si definisce un “sognatore, ma con i piedi ben piantati a terra”, sorride Mario, perché, “Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.” La passione per le arti in generale arriva dalla famiglia: “in casa si ascoltava musica e si cantava dalla mattina alla sera”, racconta Mario, ed è solo grazie a i suoi genitori se oggi Mario Zinno è un attore,trasformando la sua curiosità da bambino in un vero e proprio lavoro. Dal suo esordio al cinema a soli 14 anni, alla sua collaborazione con Massimo Ranieri, oggi Mario si racconterà a noi di Life Factory Magazine in una bellissima intervista. Buona lettura a voi.

Ci racconti come nasce la sua passione per la musica e per il mondo del teatro?
“La passione per l’arte nasce all’interno della mia famiglia, grazie a mio padre e mia madre, due attori mancati, esempi di vita e di moralità. È da loro che germoglia la mia curiosità, trasformata man mano in grande passione e poi in un vero e proprio lavoro. In casa si ascoltava musica e si cantava dalla mattina alla sera, e si guardavano le commedie in televisione. A 10 anni mio padre mi comprò una batteria professionale..e da lí in poi, per me, non c’é stato più scampo”

Quali i suoi studi personali per arrivare a lavorare in teatro?

“Ho iniziato con la musica, studiando batteria e pianoforte e, successivamente, il canto e la recitazione presso varie accademie e maestri privati.
Ma mio padre teneva tantissimo avessi un’altra chance nella vita, nonostante fosse il mio più grande sostenitore e quindi, mi sono diplomato alla scuola Alberghiera e iscritto alla facoltà di Scienze Politiche, alla Federico II..ma non sono riuscito a terminare il percorso, il mio più grande rammarico, che sto cercando di colmare oggi.”

Veterano di questo mondo, ricorda le sue sensazioni nel calcare il palcoscenico per la prima volta?

“Ricordo nitidamente, più che a teatro, la mia prima volta, a 14 anni, davanti alla macchina da presa. Il regista era Francesco Rosi, ed io ero uno ragazzino, scelto dal casting, Sandro Dionisio, dopo un curioso inseguimento sul lungomare di via Caracciolo. Io camminavo a passo spedito e lui mi inseguiva! Mi infilai nel Castel dell’Ovo! Era piena estate. Al castello erano in corso degli spettacoli, dove io ero pianista accompagnatore. Mi rifugiai nel botteghino, dove c’era la signora Bianca, la moglie di Nunzio Gallo. Solo allora Dionisio ebbe il coraggio di fermarmi e spiegarmi che il lungo inseguimento era per propormi un ruolo in un film. Dopo due giorni ero sul set di ‘Diario Napoletano’, un giovane boss della camorra arrestato in una retata tra le vele di Scampia e portato al commissariato, dove venivo prepotentemente interrogato. Un dialogo serratissimo! Fu una esperienza scioccante. Ebbi la sensazione netta che per 14 anni fossi vissuto in una strana realtà e che soltanto ‘allora mi fossi svegliato’, trovandomi catapultato nel mio vero ambiente..come respirare per la prima volta. Raccontai solo dopo molti anni l’episodio dell’inseguimento a Francesco, nella sua bellissima casa di via Gregoriana, sopra Trinità dei Monti a Roma, e ne ridemmo tantissimo”

Come nasce la sua collaborazione con Massimo Ranieri?

“Nasce grazie ad un gesto di amicizia di un mio caro amico e collega, Luca Saccoia, il quale iscrisse il mio nome nella lista dei provinanti per L’Opera da tre soldi, di Brecht, con protagonista Massimo Ranieri… e a mia madre!!! Si!! Ricordo bene quella mattina del provino! Non avevo alcuna voglia di alzarmi, di prepararmi.

Era un periodo piuttosto no! Ma la mia adorata madre, quel mattino, con infinita pazienza, sedette sul mio letto e cercò per me le basi musicali, il monologo..e mi buttò letteralmente fuori casa! Risultato. Per 5 anni ho condiviso il palcoscenico con Massimo in 3 spettacoli diversi e una commedia per la Rai. É stato un periodo molto importante per la mia carriera. Con Massimo ho recitato, cantato e ritornato al mio grande amore, la batteria!! E poi..centinaia di serate, dove abbiamo riso fino a sentirci male ed emozionati con i suoi incredibili racconti. É un’artista speciale. Ma devo tantissimo a tutti i grandi Maestri incontrati sul mio percorso, da Giorgio Albertazzi, Lando Buzzanca, Vincenzo Cerami, Riz Ortolani, a tanti tanti altri”

In passato “Direttore Artistico del Teatro Palapartenope di Napoli” (i nostri complimenti), Cosa consiglia a un giovane che vuole avvicinarsi al mondo del teatro? Quali è quanti sacrifici deve affrontare?

“Quando prima parlavo dei miei esordi e dei miei studi alternativi, il piano B suggerito da mio padre, è assolutamente questo che direi come prima cosa a chi volesse approcciarsi a questa professione, oggi! Avere sempre un piano B. Per fortuna il mio si è sviluppato all’interno del mio stesso mondo, grazie alla mia infinita ed inesauribile curiosità. E da qui, la direzione artistica del Teatro Palapartenope per diverse stagioni ma non solo, le varie produzioni esecutive di spettacoli ed eventi importantissimi, e casting director di diverse pellicole. Il mondo dello spettacolo è spietato, politicizzato, ‘feudizzato’ e farne parte, riuscire ad avere delle chance vere è diventato difficilissimo. C’è una concorrenza molto sleale. Per non parlare delle paghe..non può camparci il singolo, figuriamoci una famiglia! Sono pochissime le ‘oasi’ dove ancora vige il TALENTO come metro di giudizio, e il RISPETTO per la professione. Ma aggiungerei ancora, tra le cose da comunicare ai giovani, con estremo amore e rispetto, di verificare o lasciare verificare l’esistenza, o la presunta esistenza, di talento e predisposizione, per non rischiare seriamente di gettare anni, fondamentali nella vita, ‘cercando e sperando di..’ sottraendoli ad altre opportunità di formazione e lavoro più consoni. Appurato questo, gli direi: – Benvenuto nel mestiere più bello del mondo!!!!Ma comunque da solo, oggi, il talento non basta. C’è il bisogno di avere più cartucce a disposizione. Per esempio, la conoscenza delle lingue straniere, per non perdere importanti opportunità di lavoro; formazione in altre discipline complementari; conoscenza delle moderne tattiche di marketing e comunicazione legate alla ‘gestione e vendita del proprio brand’, ovvero sè stessi! L’artista deve trasformarsi anche in manager, cercando di cogliere al volo occasioni anche distanti dal proprio ambito, convertendole in opportunità lavorative. E poi, tanta tanta fortuna!!!I sacrifici, sono e saranno infiniti. Non è quasi mai una vita semplice quella di un attore, ammenoché non nasci in una famiglia ricca. Bisognerà convivere spesso con rinunce, delusioni, umiliazioni..ma alla fine se tieni duro, sarai ricompensato, e avrai mille e mille storie da raccontare!!!

Si definisce un sognatore, perché?

“Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.” É una frase di Nelson Mandela che amo molto. Si, resto ancora un sognatore, ma oggi con i piedi ben piantati a terra. É la società che te lo impone, le nostre scelte di vita, specie se decidi di convivere con un’altra persona. Il sogno non è spesso condivisibile, e va rispettato. Ma forse, magari inconsapevolmente, quando decidi di ‘fermarti’, è proprio perché quel sogno, o parte di esso, è divenuto realtà, lo hai conquistato! Sí, io credo in parte di aver conquistato i miei sogni. Ma ne avrò sempre uno nuovo, da proteggere!!!!!”

Progetti futuri?

Dal 31 luglio sarò impegnato con la commedia ‘Il povero Pluto’ di Aristofane, con la regia di Vito Cesaro,

con la bellissima

Denny Mendez,

Vito Cesaro ed una Compagnia di attori fantastici. Una commedia esilarante!!! Saremo in tour fino al 17 agosto. Subito dopo, intraprenderò un nuovo ed entusiasmante viaggio. Sarò nella squadra di produzione del musical ‘Balliamo Sul Mondo’ con le musiche e la direzione creativa di Luciano Ligabue, e la regia della strepitosa Chiara Noschese. Non vedo l’ora d’iniziare. Non posso purtroppo svelare ancora nulla..è tutto top secret, ma si annuncia un terremoto di musica ed emozioni pronto ad invadere l’Italia intera”.

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

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