EMMEU, e il potere della “street art”

La “street art” migliora il quartiere disagiato

Life Factory Magazine ha intervistato per voi Emmeu, noto artista di Latina che ha trasformato una cabina elettrica in un vero e proprio capolavoro di street art anamorfica.Meno di un mese fa è stato invitato in Portogallo a prendere parte all’edizione 2019 di “Arte publica” a Lourdes, vicino Lisbona.

Lo scopo di “Arte pubblica” è quello di cambiare l’immagine del quartiere (soprattutto quelli un po’ abbandonati e disagiati) apportando cambiamenti, cercando di migliorare l’ambiente dei locali. Buona lettura a voi.

Ciao Emmeu raccontaci un po della Street Art: “La street art nasce negli anni 70 per le strade, in modo volutamente illegale, usata per lo più, per lanciare dei messaggi di vario tipo (personali, politici, protesta). Oggi il termine street art viene continuamente utilizzato per tutto quello che riguarda l’arte sulle pareti e non solo. Negli anni la street art si è evoluta e modificata grazie alla nascita dei social network dove la gente postava le foto dei murales che trovava per le strade. Nascono i primi festival di street art, si inizia a lavorare in modo totalmente legale e autorizzato. Nascono le gallerie di street art e si entra anche nei musei e nelle grandi aste d’arte.

Come definiresti la “street art” autorizzata? “arte urbana”, forse è il termine più giusto per definire un arte di strada ma autorizzata”.

Quali sono i tuoi inizi? “Io ero partito circa 10 anni fa facendo dei poster con rappresentato un teschio biondo e con la sigaretta ( il mio logo ) e li attaccavo ovunque… fino a Buenos Aires e sul muro di Berlino.

Piano piano ho iniziato a fare cose autorizzate, muri/festival…sono anni ormai che lavoro solo con le autorizzazioni. il nome EMMEU, è un segreto (non troppo segreto) nato dal mio nome di battesimo”.

Da cosa vieni ispirato: Quando realizzo un “indoor” ( quadri ) sono ispirato solo a me stesso e a quello che sto vivendo. Sono momenti molto intimi con me stesso che mi aiutano a capire anche tante cose della mia vita privata. Quando realizzo un opera “outdoor” cambia tutto, diventano opere pubbliche che tanta gente vedrà tutti i giorni, faccio uno studio della zona per capire se ci sono degli aneddoti o delle storie da sapere, cerco di capire le persone che ci vivono, devo interpretare lo spazio.”

Quali sono i tuoi riferimenti artistici “Nell’arte ho tanti miti e tanti artisti ai quali mi ispiro, come, Basquiat, Haring, Escher, Giger, Warhol.

Cosa consigli a chi vuole fare il tuo percorso? “l’unica cosa che gli direi è che bisogna lavorare tantissimo e che ci vuole molta pazienza.”

Progetti futuri? “Sono molto scaramantico non parlo mai del futuro.
Grazie”

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

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