Piccole vite infelici – di Stefano Labbia Manfredi

 

Stefano Labbia, classe 1984, ci presenta il suo romanzo Piccole vite infelici pubblicato con Maurizio Vetri Editore.

Sinossi: Nella Roma dei giorni nostri quattro personaggi in cerca di pace nella quotidianità caotica del mondo (a)sociale del nuovo millennio. Quattro persone si incontrano, si sfiorano, collaborano, vivono, si amano. Poi si perdono di vista, perdono opportunità, occasioni, fanno scelte (talvolta opinabili), si maledicono. Come se niente
fosse. Come se tutto ciò che hanno condiviso nel passato recente non avesse alcun valore. Ne emotivamente, nè lavorativamente. Piccole vite infelici parla delle esistenze di Melina, Marco Marcello, Caio Sano e Maya in una Capitale d’Italia glaciale, non per il freddo ma per la nuda e gelida umanità che la anima. Una Roma multiculturale
che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti bramosi di essere finalmente valorizzati dall’altro e maledettamente insicuri e complessati nei loro confronti al contempo. Una città, Roma, che sa amarli per poi nascondersi tra le pieghe della sua imponente fragilità, raggomitolandosi su sé stessa per giocare al gatto con il topo con i suoi cittadini tutti. Che l’abitano, la visitano, la colorano. E poi la violentano brutalmente senza alcuna pietà.

Piccole vite infelici – di Stefano Labbia Manfredi – Estratto pag 16-17
Il cast era formato ed avevano approfittato dell’occasione per girare anche alcune mini interviste, su spinta di Melina, pro raccolta fondi. Marco si mostrò titubante sul puntare tutto sul “Crowdfunding” anche alla luce dei costi della serie per la sola prima stagione che avevano ottenuto calcolandoli seppur sommariamente… Con la crew in parte acquisita ed il cast quasi al completo, adesso non restava che trovare un produttore per il web serie. Marco e Melina vollero adoperarsi per avere i conti nel dettaglio. Caio si rifiutò. I conti non tornavano. La serie costava troppo e anche se non erano mai stati produttori, i due giovani sapevano in cuor loro che se non altro per quel motivo, non avrebbero trovato in Italia qualcuno così folle da investire in una web-serie horror sapendo già di andare in perdita. Ritornò di nuovo prepotente la parola “Crowdfunding” nel progetto di Melina. La ragazza incalzava, spingeva, visto che a parte qualche opinione positiva, niente di concreto era stato sancito dal giro d’Italia delle produzioni effettuato sinora. MM, seppur un po’ titubante, annuì e acconsentì quantomeno a provarci. Un mese di campagna: social network usati in modo prepotente. Visibilità. Totale soldi raccolti? Zero. Si, zero. Sconsolati, i tre si sostennero – anche se Caio era sempre più amaro e sfiduciato in proposito. I progetti tra lui e Marco continuavano: Caio però era a tratti prepotente e voleva per forza imporre la sua visione delle cose su quella di MM. Quest’ultimo, a volte trascinato dalla parlantina del toscano, si lasciava in qualche modo catturare e convincere. Talvolta desisteva e o posponeva il progetto o lo modificava ma a suo modo. In ogni caso, Caio si inseriva tutte le sante volte come autore assieme a Marco… Anche solo per aver suggerito una modifica. Magari un accento o una virgola sfuggita al povero MM. Confuso e fiducioso, Marco, seppur a tratti a malincuore, accettava di buon grado la maggior parte dei suggerimenti del toscano perché reputava Caio Sano uno del giro, uno del settore da molto prima di lui. Che idiota… In breve la metà dei progetti, delle serie, dei film di Marco portavano anche il nome di Caio che così sperava anche lui, per la legge dei numeri, di recuperare qualche soldo in caso di cessione – vendita o similia, facendo il minimo sforzo e non cacciando alcuna idea. Idee, le sue, che si teneva belle strette. Ma poi, a dirla tutta, non ne aveva poi neanche tante,
di valide. Una tantum se ne lasciava sfuggire qualcuna, parlando al telefono durante i suoi voli pindarici di ore ed ore ed ore, e a Marco o non piacevano… o sembravano sciocche… copie di altre cose che aveva visto in giro… Insomma, una sorta di fusion confusion, ecco. Ma stava zitto. Perché Marco non era falso: non avrebbe potuto dire
crema al cioccolato qualora fosse stata merda. Il progetto di Melina, nonostante Marco e la giovane continuassero a lavorarci su, era in stand by. Così, le continue pressioni di Maya su Marco per girare dei mini episodi a zero budget per la sua serie web, ebbero la meglio.

 

 

piccole vite copertina fr.jpg

Prima edizione: Settembre 2018
Editore: Maurizio Vetri Editore
Collana Narrativa -16
isbn 978-88-99782-34-4

Disponibile in: Libreria, mei migliori store online, dal sito dell’editore http://www.mauriziovetrieditore.com

 

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