Luca Lampis

Io suono la chitarra perché mi lascia sognare ad alta voce.
(Michael Hedges)

“Sono un musicista professionista, suono la chitarra nelle sue varie forme (classica, elettrica, acustica) e generi (dalla musica classica, al pop, al progressive) con particolare predilezione alla chitarra classica e musica cosiddetta comunemente “classica”.
Compongo musica per film, spettacoli teatrali, cortometraggi. Compongo e produco brani pop, occupandomi anche di arrangiamento e testi, collaboro con studi di registrazione come session musician e valuto esperienze da turnista come chitarrista quando capita. Con i miei Nefesh (progressive/alternative rock band) ho composto musiche e testi di quattro dischi: Nefesh, Shades and Lights, Contaminations e Panta Rei. Collaboro attivamente con la Eko.Mi piace insegnare e lo faccio in diverse scuole sia pubbliche che private e privatamente, in passato anche all’estero, faccio regolarmente sport curando gli aspetti legati al mio essere chitarrista (sempre un occhio di riguardo a braccia, mani, dita). Attualmente insegno anche per il Conservatorio di Cesena.Mi piace fumare un buon sigaro in compagnia di amici ogni tanto, scrivo poesie e ho avuto il piacere di vincere alcuni concorsi nazionali, come il Premio Dante. Ho giocato a basket per dieci anni… Quando ho smesso per dedicarmi alla musica (incompatibilità fisiche diciamo…troppo rischio per dita e mani) ho continuato periodicamente a sognare durante la notte di giocare ancora delle partite. Se un’eventuale Entità Superiore mi dicesse che non mi farei male alle mani al 110%, riprenderei a giocare subito”

Parlami un po’ dei tuoi progetti passati a cui sei legato:
“Un progetto che ho realizzato in passato a cui sono particolarmente legato anche perché sento che si è chiuso senza aver minimamente raggiunto il suo apice è il duo con il compositore/laptop performer Richard Stenton. Ci siamo conosciuti nel 2011 al Royal Birmingham Conservatoire (gli inglesi ci tengono ai nomi) dove stavamo studiando entrambi e abbiamo fatto un corso insieme che si chiamava Music with Technology del Music Technology Department, abbiamo creato uno strano duo: chitarra classica e laptop. Fra musiche di nostra composizione e arrangiamenti ad hoc.
Tra i progetti “del passato” ma non “passati” affatto ci sono anche i miei Nefesh ovviamente, band alternative che ho fondato nel 2005 circa e con cui abbiamo lanciato il nostro quarto disco, Panta Rei, qualche mese fa: http://www.nefesh.eu E anche la colonna sonora del film documentario The Zone – A Post Atomic Journey che ha vinto il primo premio all’ International Film Festival di Cinqueterre l’anno scorso ed è attualmente in corsa ad altri Festival internazionali.

Studi personali:
“All’incirca in seconda/terza elementare ho iniziato a studiare chitarra classica nella scuola della mia città, poi dopo le superiori ho proseguito al Conservatorio di Ferrara con Stefano Cardi, dove mi sono diplomato e dove successivamente ho conseguito anche un biennio a indirizzo compositivo-interpretativo con 110 e lode, con una tesi su alcuni aspetti specifici della musica di J.S.Bach.
Due borse di studio vinte per studiare all’estero e sono andato prima in Spagna e poi in Inghilterra… Masterclass, seminari, clinic ecc. ecc. sia con docenti di chitarra classica che elettrica, strumento che ho continuato a studiare privatamente.
Per quanto riguarda la chitarra classica ho avuto incontri importanti e molto produttivi particolarmente con Paolo Pegoraro con cui ho studiato un anno circa a Pordenone, Paul Galbraith con cui sono ancora in contatto e Stefano Viola, senza togliere niente ovviamente a nessuno di tutti gli altri eccezionali docenti che ho avuto la fortuna d’incontrare come Mark Ashford, Mark Eden, Walter Zanetti, Massimo Lonardi e tanti altri. Poi ho preso lezioni private dei rudimenti di direzione d’orchestra da Marco Zuccarini e composizione con docenti privati.Per quanto riguarda la chitarra elettrica ho studiato in alcune accademie private e per un anno circa ho studiato con Gianni De Chellis, incontro molto interessante e produttivo sia umanamente che musicalmente.

Emozioni che provi nel comporre un brano:
“C’era una frase di Freud nell’introduzione al libro su Bach di Buscaroli in cui è scritto che l’artista, colui che crea, crea perché vive in un mondo che in qualche modo non lo soddisfa e cerca di creare una realtà dove potersi sentire appagato. “L’artista è originariamente un uomo che si allontana dalla realtà perché non può venire a patti con l’esigenza della rinuncia alla soddisfazione istintiva che si propone inizialmente, e che poi nella vita fantastica dà libero gioco ai suoi desideri erotici e ambiziosi e così adoperando il suo particolare talento diviene realmente l’eroe, il re, il creatore, il favorito che desiderava di essere, senza dover ricorrere alla via tortuosa che consiste nella creazione di vere alterazioni nel mondo esterno”. Ecco, questo pensiero non rispecchia a pieno quello che provo però c’è del vero in tutto questo”

Se un ragazzo volesse intraprendere il tuo lavoro cosa consigli:
“Insegnando a diversi livelli e a diverse età fra scuole pubbliche, private e allievi privati mi trovo spesso dinnanzi a questo “tema”. La strada del chitarrista prettamente “classico” è molto dura e richiede tanto impegno, costanza, dedizione e un pizzico di follia.
Di sicuro tutto si può fare e se un ragazzo/a decide di fare il musicista/chitarrista consiglio a prescindere di studiare tanto, il più possibile e rimanere sempre con la mente rilassata e aperta. Non rimandare mai lo studio e dare il 110% soprattutto durante tutti gli anni della formazione puntando sempre al più grande sogno che si è in grado d’immaginare. Scegliere e concludere al meglio un percorso accademico e seguire sino in fondo le proprio pulsioni artistiche e umane. Se possibile, studiare anche all’estero e viaggiare “con la chitarra in mano” per fare il più esperienze possibili all’estero e non solo in Italia.
Dando per scontato che un musicista esprime sostanzialmente se stesso, creando e suonando, non bisogna mai tralasciare la cura del proprio “spirito” e corpo, quindi assolutamente ben vengano attività e pratiche come meditazione, Yoga, palestra (fatta bene per carità…), Feldenkrais, Reiki, Alexander, Bioenergetica ecc.”

Progetti futuri:
“Aprire un Irish Pub lungo mare, farmi un po’ di tatuaggi e cambiare nome.
Scherzo.Continuare a studiare, suonare, comporre, leggere e divertirmi. Sto studiando repertorio classico nuovo per ampliare la proposta dei miei recital, sto componendo e producendo brani pop e crossover per dei cantanti italiani collaborando anche con altri cantautori, attività che mi sta dando delle belle soddisfazioni. L’anno scorso ho scritto una colonna sonora per un film documentario che sta vincendo dei premi e intendo continuare a rimanere anche in quel settore; voglio approfondire il progetto Nefesh Acoustic Duo con il nostro cantante Matteo Sbrollini con cui suoniamo in duo brani dai quattro dischi Nefesh e cover prevalentemente dal mondo New Metal/Progressive/Alternative tutto arrangiato per voce e chitarra classica/acustica”

Ringrazia qualcuno:
“Nel percorso di un musicista, interprete ecompositore, le persone da ringraziare sono tante… Voglio ringraziarle veramente tutte ma non posso fare qui i nomi di tutti!
Voglio ringraziare quelle persone che non sono state direttamente parte della mia formazione/crescita musicale ma che sono state e/o sono accanto a me, a partire dalla mia ragazza che mi è vicina, mi supporta in tutto e si sta occupando del mio brand management e pianificazione progetti… Ringrazio i miei allievi che inconsapevolmente mi obbligano e mi aiutano sempre a crescere e migliorare.Un grazie e un saluto anche a mio padre che ci ha lasciati 10 mesi fa, per tutto.

Potete seguire Luca Lampis

http://www.lucalampis.com
http://www.youtube.com/lucalampis
http://www.facebook.com/luca

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

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