Una salita per amore – Stefania P. Nosnan

A cent’anni dalla fine delle Prima guerra mondiale e con un tono non strettamente drammatico, Stefania P. Nosnan ci consegna un romanzo storico sentimentale la cui narrazione è degna di nota.

In anteprima la presentazione è la recensione di questo nuovo romanzo.

Sinossi: Timau – Vetta Pal PiccoloNon c’era altro modo per aiutare quei poveri soldati del Regio Esercito, se non inviare le donne del paese in loro soccorso. Un gruppo di Portatrici Carniche si adoperò per trasportare, sulle loro spalle, il materiale bellico e i sostentamenti da valle fino alla cima del Pal Piccolo. Elena Bonanni è una giovane portatrice carnica che assieme alle sue compagne, ogni giorno, marcia dal magazzino del Regio Esercito, dislocato in paese, fino alle trincee del Pal Piccolo. Sulle spalle le tre donne portano quaranta chilogrammi tra approvvigionamenti e armi. Non hanno nessun timore ad affrontare le difficoltose mulattiere con qualsiasi condizione meteorologica. Un giorno Elena conosce Alberto Petris, tenente del Regio Esercito. L’incontro tra i due giovani li porta a vivere un sentimento che li coglie impreparati e timorosi per il futuro incerto. Il crollo del confine di Caporetto del 24 ottobre 1917 condurrà i due innamorati, ma anche gli abitanti del paese, a una lunga e forzosa marcia per la salvezza verso il Veneto. Una volta giunti nella regione, Alberto sarà inviato sul nuovo fronte del Piave a combattere l’ultima sanguinosa e cruenta battaglia per la vittoria, mentre Elena sarà ospite di una famiglia del luogo che l’aiuterà a sopportare i mesi di lontananza dal suo amato ufficiale.

Il romanzo è tratto da avvenimenti realmente accaduti. La prefazione è scritta da Manuela Di Centa, campionessa olimpica e nipote di una Portatrice Carnica.

Scritto in terza persona, la voce narrante ci accompagna tra le alte vette delle Dolomiti Carniche dove, durante la Prima guerra mondiale, il Regio Esercito ha combattuto aspramente. È la nostra storia, ma anche la storia di milioni di giovani uccisi dal conflitto. Sopratutto è la storia di donne che non si sono risparmiate per fornire l’aiuto e il supporto che veniva loro richiesto, ma è anche la triste storia su cui si basano le generazioni future. All’interno del romanzo ci si imbatte nel sacrificio, nella paura, nel coraggio, nella voglia di scappare da tutto e tutti, ma anche nell’amore. Il punto focale sono le donne e il loro eroismo, la loro determinazione nel voler aiutare la propria terra. Eppure non c’è soltanto questo, c’è anche un sentimento delicato e coraggioso, tra due giovani, che sfida la cattiveria del momento. Alcuni punti del romanzo lasciano l’amaro in bocca per il dolore che trasmettono e sono descritti davvero bene, la mente riesce a vederli come in un film. Sicuramente una scelta coraggiosa quella della scrittrice, ma anche della casa editrice, di presentare un libro di nicchia, in un periodo dove il romanzo commerciale fa da padrone.

Dopo “La Bicicletta Nera” Stefania P. Nosnan, a mio parere, torna con un altro emozionante romanzo. Non molto lungo, curato nei particolari e con un’ottima ricerca storica corredata da una storiografia che si può trovare alla fine del libro. Bella e sentita anche la prefazione scritta dalla campionessa olimpica Manuela Di Centa, nipote di un portatrice carnica come la stessa Stefania P. Nosnan

 

Giudizio: 5/5

 

cover Una salita per amore2.jpg

Dati:

Genere: Letteratura di guerra, fiction storica

Lunghezza: 142 pag.

Editore: Ensemble Edizioni

POV: terza persona

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