Fame: un libro di Isabella Corrado

Edizioni Ensemble ci propone Fame, un libro di Isabella Corrado che “fotografa” la nostra epoca…

Sinossi: Il trentenne Derek Zinni è affetto da una forma poco chiara di fame compulsiva e decide di cominciare un percorso di psicoterapia. Manuela Riva è un’aspirante artista. Dopo cinque anni passati a Londra, torna a Roma ma sulla sua strada trova solo un lavoro da stagista, una madre ambiziosa e un padre costretto a nascondersi. Anche lei è costantemente alla ricerca di cibo. Quando le loro strade si incrociano, i due non sanno che c’è qualcosa che li unisce: il sentirsi difettosi, forse. E il bisogno di riempirsi. Un romanzo di formazione in cui i protagonisti, in una sorta di terapia di gruppo a cui siamo costretti a partecipare, provano a comprendere il nostro tempo “liquido”, in cui nulla è stabile e definitivo (luoghi, lavoro, affetti, fede). Una generazione che ha “fame” di tutto, come se fosse divorata da una pulsione che diventa quasi ingordigia. Ed è proprio la voracità, che troppo spesso lascia il posto alla rassegnazione e all’inappetenza, la vera protagonista di questo romanzo-rivelazione, capace di “fotografare” questi anni, come pochi altri libri hanno saputo fare.


Questo libro è il riflesso del nostro tempo, dei nostri anni, della società odierna, dei nostri desideri spesso irrealizzabili, dei lavori non sempre retribuiti, dei tanti requisiti richiesti che spesso non abbiamo.
È ben scritto, è profondo e la scrittura scorre veloce e ogni volta ci fa comprendere qualcosa di diverso: la rassegnazione, la ricerca costante di qualcosa che non c’è, il bisogno di legarsi, la tristezza nel perdersi.
Manuela e Derek sono due anime compatibili, cercano la stessa cosa ma non sanno bene cosa cercano. Hanno fame di qualcosa, di vita, di un lavoro, di emozioni ma tutto scorre attorno alle loro vite e loro non riescono a sentirsi completi. Manuela vorrebbe lavorare nel campo per cui ha tanto studiato ma ogni proposta lavorativa è uno stage gratuito in cui può solo formarsi. Derek è un ragazzo fragile e ad un certo punto scomparirà e la storia con Manuela sarà un quadro incompleto, un’opera non finita all’interno delle loro vite.
Tutto viene descritto con un senso di fragilità, di precarietà, come se la scrittrice, parola dopo parola, volesse farci capire che quello che racconta è reale, perché la realtà che viviamo è così: fragile e piena di dubbi, completamente racchiusa nell’incertezza e nella precarietà. Il lettore, leggendo, capirà che il libro fotografa le nostre vite e che i protagonisti sono dei coetanei in cui potersi identificare. Assolutamente consigliato!

Giudizio: 5/5

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Dati:

Genere: romanzo

Lunghezza:162 pagine

Editore: Edizioni Ensemble

POV: prima persona

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