ZORAMA

Il mondo dello spettacolo ti conosce e per noi è un piacere averti tra le nostre pagine. Raccontaci un po’ di te: “Il problema è che sono io a non conoscermi. Prima o poi dovrò presentarmi. A parte gli scherzi, o presunti tali, mi fa piacere che qualcuno mi conosca. Alla fine siamo tutti un po’ civetta o, meglio ancora, lucciole della musica; vogliamo brillare. Compreso Zorama. Oddio! Adesso parlo di me al plurale maiestatis. Sarà preoccupante? Ad ogni modo io io nasco da ascolti involontari di musica classica poiché mio fratello maggiore era un pianista concertista molto premiato ed apprezzato. Un notevole esecutore. Da lì, poi, di rigetto ho affrontato dal punk alla musica leggera, passando dai Clash a Claudio Baglioni. Ero di sicuro una figura anomala nell’approcciarmi alla musica. Nel tempo, tra band ed esperienze da solista, ho iniziato a scrivere e a comporre cose mie. Ne avevo bisogno probabilmente.”

Il tuo vero nome e`MARIANO RONGO ZORA, come sei arrivato ZORAMA? “Rongo è il cognome di mio padre, mentre Zora quello di mia madre. Un dì pensai di rendere giustizia anche a quest’ultimo eccentrico cognome. Successivamente ho deciso di unire Zora alle due prime lettere del mio nome ed è nato Zorama.”

Sei cresciuto con la musica, grazie a tuo fratello maggiore Danilo (pianista e concertista), quindi ti chiedo, cosa provavi da ragazzino mentre ascoltavi tuo fratello suonare? “Si, come dicevo , mio fratello Danilo mi ha in qualche maniera aperto il primo cunicolo verso la passione musicale, gettando una torcia luminosa verso ciò che sono oggi. Di sicuro il mio ascolto classico tra Rachmaninov, List, Scriabin e Chopin, me lo sono portato fino ad ora. Ricordo che gli chiedevo la musica del film lo squalo per poi averne paura e scappare. Ammiravo quello che faceva con le dita, danzando freneticamente, su quei tasti d’ebano e avorio, cesellando note ardite e piene di fascino. Il suo mezzacoda Kawaii sembrava un’astronave e lui il suo pilota.

Nel 94 e 97 hai partecipato al Festival di Castrocaro e al Music Promotion. Raccontaci un po’ di queste due esperienze: “Sono state esperienze che si dovevano fare. Un ragazzino che ha il sogno di diventare cantante e che vuole farsi conoscere. Bagagli di esperienza da portare sulle spalle che, prima o poi, ti torneranno utili per sbagliare di meno. Ti guarderai riavvolgendo il nastro sorridendo di tenerezza.”

Nel 2002 inizi un mini tour a Kuopio in Finlandia, come nasce l’idea della Finlandia? “Più che tour che, sembra e suona altisonante, era un mini giro live nato un po’ per caso e per gioco. Il tutto venne fuori dal cilindro magico di quel “pifferaio” del mio ex punk e sempre amico, Paco Nucci. Un invito a Kuopio dove egli viveva ormai da tempo e, via! Ecco che mi organizza delle serate in locali. Poi man mano, qualche TV, delle radio, giornali , ecc ecc.”

Nel 2004 partecipi al Lappeenranta Festival in qualità di ospite italiano, che sensazioni si prova? “Fu una bella e strana sensazione. Soprattutto ritrovarsi il giorno dopo in prima pagina sul quotidiano principale del posto, rubando la scena alla vera star finlandese alla quale io aprii il concerto”

Ti sei esibito con Claudio Baglioni a Viterbo suonando al pianoforte la bellissima canzone “AVRAI”. Che emozioni ti lascia una collaborazione cosi importante e come nasce l`idea di questa collaborazione? “Sinceramente resta ancora oggi una delle più belle giornate della mia vita. Non sapevo nemmeno io che sarei salito da lì a poco sul palco con Claudio seduto al pianoforte. Fu Rossella Barattolo a farmi chiamare dopo avermi visto dietro al palco per un saluto ai musicisti e a Claudio, che già conoscevo dal 1996. “Avrai”: capolavoro assoluto! Emozioni allo stato puro”

“CERCHI E SEMICERCHI” è il tuo primo album, parlaci un po’ di lui: “Il mio album più sconclusionato. Figlio di un periodo della mia vita molto delicato e particolare. Poca fiducia intorno e pochi soldi a disposizione da parte del produttore. Sembrava quasi un contentino, il giocattolino in mano al bambino. Invece li c’era proprio Il Tuo Arredamento che poi Mina avrebbe inciso dopo un bel po’ di anni”

Ti sei esibito in Piazza Dante per il “MUDAY”, insieme a grandi della musica come Bennato, Baccini, Granianiello ecc.. Quali emozioni lascia un palco così carico di storia musicale? “Figurare in cartellone con Granianiello , che ora è un mio amico, Baccini col quale poi ho avuto altri incontri musicali , Edoardo Bennato e gli altri, è di sicuro un bel fatto. Stare con loro nel back stage a chiacchierare e a schiarirsi la voce è atmosfera magica”

L’Università de La Cortina, in Spagna inizia a studiare i tuoi testi. Cosa hai provato quando ti è arrivata la notizia? “Si, l’università de La Cortina in Spagna, grazie al professor Fernando Domenec, mi conferì questo onore. Sapere che i tuoi testi sono stati oggetto di traduzione e studio in un altro paese europeo è cosa altisonante, roboante. Per onor di cronaca anche Rosario Morisco ebbe la mia stessa fortuna. Egli usciva fresco fresco dal palco di Sanremo”

MAEBA, e` il disco di Mina, dove al suo interno troviamo “IL TUO ARREDAMENTO” scritto e composto interamente da te. Come nasce la collaborazione con Mina? “La sopracitata” Il Tuo Arredamento” è stata incisa da Mina nel disco Maeba del 2018. La collaborazione è nata perché la Tigre di Cremona ha scelto il mio pezzo tra i quattro che le avevo inviato”

Come hai scelto i brani da inviare a Mina? “Non mi crederai, ma li ho scelti a casaccio. Erano sul mio PC ed un amico mi aveva detto, la sera prima, di provare ad inviare a Mina qualche mio pezzo. Detto fatto.”

“IL TUO ARREDAMENTO” è andato in rotazione in tutte le radio e il video in onda su RAI1 in uno speciale su Mina. Scontato ma doveroso… Cosa si prova? “Si prova una sensazione strana. Indescrivibile. La più grande voce italiana di sempre che canta un pezzo tutto mio!”

Parlaci di “VIRUS IN FABULA” “Virus in fabula è il mio album più maturo, concreto, audace e vulcanico. Un disco che ha impiegato tre anni ad uscire. Anche le virgole e le pause sono state scritte e riscritte. È il progetto discografico più mio, ma anche quello più positivamente accolto dalla critica: disco del mese sulla storica rivista RaroPiu’, ad esempio”

Che musica ascolta Zorama? “Zorama ascolta Mia Martini, i Muse, i Radiohead, i Pink Floyd, i Depeche Mode, Franco Battiato, i Who, Bernstein, i Nothing but thieves, i Placebo, The Cure, Moby, David Silvian, Niccolò Fabi, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Gazzè, Paolo Conte, Vinicio Capissska, gli Afterhours, i Japan, ed ha un debole per la voce di Skin”

Qual é l’incontro più emozionante che il mondo della musica ti ha riservato? “Domanda da un milione di euro! A caldo ti rispondo Matt Bellamy dei Muse. L’ho conosciuto a Helsinki ed ho parlato con lui per circa 40 minuti intensi. Un musicista coi controca…”

Che consigli daresti a un giovane artista che vuole approcciarsi a questo mondo? “I giovani di oggi vivono il peggior periodo in assoluto per la musica. Non è impresa facile dare un consiglio a chi possiede questi riferimenti costruiti dai talent show televisivi. Davvero, è un epoca triste e balorda. Consiglierei loro di fare musica per la musica e non per chi la vuole spettacolarizzare soltanto. Un altro consiglio è quello di rispettare la musica e di cercarla soprattutto fuori dai prodotti esclusivamente imposti”

Ringraziamenti scontati ma a chi? Potrei ringraziare una miriade di persone o nessuna. In musica ho fatto sempre o quasi tutto da me. Non mi hanno mai regalato nulla ed ho sputato sangue e sudore. Ringrazio la mia compagna che non mi ha mai ostacolato. Anzi, è la mia prima ammiratrice e critica severa, oltre che la mia musa

“Un saluto a voi! È stato un piacere passare del tempo in vostra compagnia.

Un saluto a Francesco Boccia, mio grande amico e collega col quale stiamo scrivendo un bel po’ di cosette”

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

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