RENÈ BONANTE

“CIÒ CHE NON VORREI MAI ESSERE, È VIVERE IN BIANCO E NERO” (RENÈ BONANTE)
Il mondo dello spettacolo la conosce e per Life Factory Magazine è un onore averla tra le nostre pagine. Quindi le chiedo, ha voglia di parlare un po’ di lei e della sua passione per trucco?” “Possiamo dire, che sono nato con questa passione per il trucco”, ci spiega RENÉ Bonante (il make up Artist delle star del cinema)“… Sono stato un complice della donna, un interprete dell’anima, al di là del cinema e del teatro, un vero visagista deve scoprire l’anima della persona. Fatto ciò può passare al trucco”. Sono ultimo di sei figli, e vivendo con mia madre e due sorelle, sono cresciuto con il “BELLO”, posso dire che mia madre è stata la pioniera di tutto questo. Lei stessa si è sempre curata, non l’ho mai vista trascurata e senza un velo di crema sul viso. Inoltre osservavo le mie sorelle alle prese con i pennelli e il trucco, le guardavo e pensavo dentro di me… “QUALCOSA NON VA” (sorride), effettivamente una di loro sbagliava i colori (sorride). Posso dire che complice di tutto fu anche avere in famiglia, un’amica amante della bellezza come Annamaria Mazzei Pecoraro, grande amica di mia madre e, la prima ad avere un istituto di bellezza a Napoli.


Quali so stati i suoi Studi personali: “Posso definirmi un autodidatta, anche se incomincio tutto in una cabina estetica di un parrucchiere. Entrai come apprendista, ma più stavo lì e più mi affascinava il mondo dell’estetica. Come truccatore, sono un autodidatta, in quanto all’epoca, non c’erano tutte queste Accademie di trucco. Il talento me lo sono costruito a mano a mano. Nasco come truccatore, ma poi mi sono specializzato sul visagismo, diciamo, che la mia carriera è incominciata fine anni `79 inizi ’80. All’inizio lavoravo come consulente di bellezza, per BEAUTY TRAINER la testimonial di questa azienda era Gina Lollobrogida e il loro truccatore ufficiale era Gill Cagnè. Ho girato tutta l’Europa con Elfi Rauch (cosmetologia viennese). Anche il trucco sposa mi ha dato, una bella popolarità, anche se all’inizio guardavo il mondo delle spose come un passaggio dedicato all’estetista. Noi truccatori del cinema, quando ci veniva chiesto di truccare una sposa, era un po’ come sminuire il nostro talento. In quel periodo lavoravo con Leonardo Ippolito (produttore), mi propose e impose di truccare la figlia di un carissimo amico. Quella fu una delle mie prime spose (togliendo gli amici e parenti)

Come definiresti la tua carriera? “È stata un po’ una carriera particolare la mia, ho lavorato in RAI come cascettista, (all’epoca, ma anche oggi, in RAI non si assumevano parenti, e io avevo un cugino che entro come cameraman diventato poi direttore di produzione) e quindi ho lavorato sempre con produzioni esterne alla RAI, così mi ritrovai (dopo anni) a lavorare nel programma “NAPOLI PRIMA E DOPO”, COME CAPO TRUCCATORE E PARRUCCO. Da lì poi sono andato a Sanremo, e lavorando sempre a contratto determinato, posso dire di essere stato fortunato, perché se avessi avuto il “posto fisso” ambito da molti e ovviamente anche da me, non avrei potuto fare la bellissima esperienza che ho avuto in Mediaset e in altre TV indipendenti.


Spiegaci com’è il trucco che si usa in Teatro: “… è incisivo, spesso il trucco teatrale ha una sua storia lunghissima alle sue spalle. In teatro sei obbligato, come al cinema a seguire un copione, anche se io non ho mai detto all’attore o attrice che facciamo, ma andavo dal regista e dicevo “CHE FACCIAMO”, inteso come una collaborazione di parti, di idee, perché io credo che il successo di una persona, arrivi quando sa relazionarsi e ascoltare, parlare per arrivare ad una collaborazione finale eccellente. Il visagismo, deve essere inteso, come LO STUDIO APPROFONDITO, di quello che si va a creare. Studio passione, e approfondimento, sono le basi migliori per un ottimo lavoro, per sé stessi in primis, e con chi si collabora”.

Qual è il trucco più difficile che tu abbia mai fatto?: “Il trucco fatto a GIGLIOLA CINQUETTI, (sorride). Pippo Baudo, mi fece questa richiesta in prima persona, in quanto lui aveva nel suo copione, una frase di presentazione per GIGLIOLA, che la descriveva come” UNA DONNA SENZA ETÀ”. Baudo allora mi disse “Caro RENÉ, devi essere bravo a farmi un TRUCCO NON TRUCCO. Mi dovetti attenere alla richiesta di un grande direttore artistico come Pippo Baudo, sfogano poi la mia passione da truccatore nel dopo festival (sorride).”

Raccontaci il tuo primo incontro con Gigliola Cinquetti: “La conobbi nel programma VIVA NAPOLI, dove la truccati per la prima volta. Da lì fui scritturato da lei in persona, come truccatore ufficiale.”


Sappiamo che hai lavorato anche in radio, hai voglia di raccontarci un po’ di questa esperienza? “Devi sapere, che io sono andato oltre la mia carriera da visagista, perché ho studiato per avere il cartellino da giornalista pubblicitario, ho scritto e parlato di bellezza su “LE CRONACHE DI NAPOLI”, e IL MATTINO. I miei articoli si chiamavano “PARLIAMONE CON RENÉ“, e poi è arrivata la Radio. Sono stato a Radio Marte con Fabio Brescia, in cui parlavo del mio programma “fermata al Fast e beauty (in onda su Italia mia da quasi 18 anni), e a RAI radio 2 con Luana Giannini, in cui avevamo un appuntamento settimanale che si chiamava “Parliamone con Renè” 

Cos’è per te il trucco? “È interpretazione, io parto sempre da un percorso dell’ANIMA, devo carpire e interpretare cosa stai pensando in quel determinato momento.”


Davanti a te hai un giovane ragazzo/a, che vuole intraprendere la tua stessa strada lavorativa, cosa ti sentiresti di consigliare? “Se c’è un minimo di talento, va valorizzato. Lo studio è la gavetta sono fondamentali, ti premiano sempre. L’amore per quello che fai e il rispetto del lavoro che vai a intraprendere, sono i requisiti fondamentali per iniziare in questo campo,ma sopratutto la determinazione e questo lo voglio precisare.

Coco Chanel diceva: “Prima di uscire di casa, guardati allo specchio e levati qualcosa” Sei d’accordo? “Sposo in pieno la citazione di Coco Chanel, e la consiglio con il trucco. Ragazze non copiate il trucco che trovate su i giornali, perché il vostro viso è diverso, la morfologia del viso è diversa per tutti noi. PUPELLA MAGGIO, mi scrisse una dedica dietro una sua foto, affermando che“NON SONO BELLA MA SONO IO”. Questo a significare che la bellezza sta nell’essere e non nell’apparire.”


Su i social dedichi sempre un saluto o un sorriso a i tuoi fans, questo ti fa onore…:
” ti diro` mia cara, che sono entrato in questo mondo in punta di piedi, non ci credevo molto, ma ho incontrato tanta donne che ho truccato e il loro affetto ancora oggi mi commuove. Ricorda,chi, si SENTE Arrivato NON E` MAI PARTITO. Il confronto ti fa crescere e ti stimola a migliorarti.”
Hai girato tutta l`Europa con Elfi Rauch(cosmetologia viennese) cosa hai portato di te e con te in ogni tuo viaggio?
” il mio essere napoletano(sorride), essere napoletani, non è da poco”.


Parlaci del tuo progetto Camerino trucco: “25 anni fa, sul lungomare di Napoli, nasceva questo progetto chiamato CAMERINO TRUCCO, nacque con l’intento di dare lezioni individuali di trucco per le donne che lo desideravano. Tuttora esiste in Via Domenico Morelli 49, a due passi dalla più bella piazza di Napoli, la piazza dei Martiri.”


Parlaci del tuo programma TV” INCONTRIAMOCI AL FAST & BEAUTY”: “È una trasmissione in onda su ITALIA MIA, che sta per compiere il suo diciottesimo anno di vita. Non certo voluta da me, io ero nato per stare dietro le quinte e li volevo stare (sorride). Nasce dall’idea di DOUGLAS CACCIATORE, che rappresenta la parte fondamentale di tutto il programma. Lui è il mio tutto, in questi 25 anni di collaborazione, se sono la persona che vedete oggi, è anche grazie a lui. La complicità nella vita e nel lavoro, rende molto e fa spazioIl programma, nacque dall’idea di mettersi in gioco,  dovevamo fare solo otto puntate invece siamo in onda da ben quasi 18 anni. Il mio primo anno fu terribile, mi vennero tutti i tic di questo mondo, mentre dal terzo anno in poi con la diretta fu molto più semplice e spontaneo. Posso definire il nostro programma come la trasportazione del vero camerino trucco, ma in diretta TV. Voglio ricordare che il programma va in diretta anche su i social ogni mercoledì sera.


Sappiamo che sei attivo, per le donne in cura oncologica, parlaci di questo progetto così ambizioso e onorevole: “Ho, scritto un manuale intitolato “MAKE UP PER UN SORRISO”, nato appunto per le donne in oncologia. All’iniziò era nato solo per l’ospedale il PASCALE di Napoli, (Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale), ma poi sono riuscito a portarlo anche in altre strutture. Il manuale trova la collaborazione la consulenza del DOTTORE FRANCESCO DE FALCO, CAPOREPARTO DELLA PSICOLOGIA DEL PASCALE DI NAPOLI, e la consulenza della DERMATOLOGA NADIA RUSSO. In più ci sono miei piccoli consigli di trucco.


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?: “Mi piacerebbe dare uno spazio e un supporto in più e più incisivo e concreto al progetto delle donne in oncologi. Ci sarà inoltre presto una sorpresa, ovvero l’arrivo di un romanzo tratto da una storia vera, non posso svelarti oltre, ma ti anticipo che sarà la storia di una vera vita vissuta.”

Ringraziamenti scontati ma dovuti… A chi? “Si può ringraziare tutti, nessuno o solo se stessi. Nella nostra vita possiamo ringraziare chi vogliamo per aver raggiunto un determinato traguardo, ma se in quel momento non eravamo pronti a ricevere quella spinta o consiglio, niente o qualcuno è di aiuto. Ognuno di noi, deve credere in se stesso e come ci credi tu in te stesso, non ci crede nessuno. Nessuno crederà in te più di quanto tu faccia. Vorrei salutarti con una mia citazione : “CIO CHE NON VORREI MAI ESSERE È VIVERE IN BIANCO E NERO“.


GRAZIE RENÉ DA LIFE FACTORY MAGAZINE ❣️.


RENE’ BONANTE.

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