Mara Navarria: tra sport, famiglia ed esercito

Life Factory Magazine ha l’onore di ospitare tra le sue pagine Mara Navarria schermitrice italiana

Per prima cosa raccontaci di te: “sono Mara, una ragazza nata e cresciuta in Friuli, in un paesino, Carlino, tra la laguna e i campi, sullo sfondo le Alpi per lo più con la cima innevata. Ho iniziato da piccola a praticare sport: nuoto, pallavolo, canoa e all’età di 10 anni sono salita per la prima volta in pedana. Da allora non sono più scesa. Sono la seconda di quattro fratelli, ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto unita dove il senso della condivisione e dell’aiutarsi è fondamentale. Terminato il liceo sono entrata in un gruppo sportivo che mi ha dato la possibilità di potermi spostare su Roma e di provare a investire su un sogno. Oggi questo sogno è la mia vita, il mio lavoro, la mia fantasia, il mio mondo e a volte la mia prigione.”

Qual è l’incontro più bello o quello più sofferto: “L ‘incontro più bello fino ad ora è stata la finale al mondiale lo scorso luglio, in Cina. È stato un assalto tecnico-tattico. Iniziato in svantaggio, recuperato con la tecnica, gestito tatticamente e vinto con il cuore. L’ assalto più sofferto in questo momento non mi viene in mente: ci sono stati tanti assalti tosti, forse tra i più difficili ci sono quelli che si perdono contro avversari più scarsi, quelli vinti in totale assenza di idee o quelli dove la fatica prende il sopravvento.”

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Sei una donna, una madre, una moglie, una schermitrice e fai parte dell’Esercito Italiano. Come riesci a coniugare il tutto e le difficoltà che puoi aver incontrato in quanto donna:  “Coniugare il tutto è difficile. Ci vuole una grandissima organizzazione e poi un sostegno. Mio marito è il mio sostegno, mi aiuta davvero tanto. Ci sono periodi in cui a casa ci sono molto poco e lui si occupa di tutto. Ovviamente io lascio post it e promemoria ovunque. Fortunatamente abbiamo una tata in gamba che segue Samuele, il mio bambino di sei anni, perché tutti i nonni sono in Friuli. Far parte dell’Esercito italiano è un onore: sono sostenuta da un’importante istituzione e posso praticare la mia disciplina. Nel periodo della maternità sono stata infatti tutelata sia dall’Esercito che dalla Federazione Scherma che ha “congelato” il mio ranking fino a quando non sono tornata a competere in pedana.

Lo sport, per i bambini e gli adolescenti, può essere: un insegnamento, un rifugio, uno sfogo e un aiuto?: “Lo sport aiuta a capire delle regole molto presto e aiuta a socializzare. La vita dello spogliatoio toglie un sacco di pregiudizi. Lo sport aiuta a sfogarsi, è un ‘ottima distrazione allo studio e permette di arrivare ad un obiettivo personale o di team. L’ allenamento e la fatica e, allo stesso tempo, l’allenamento alla fatica forgiano il carattere e aiutano a gestire situazioni di stress. Quindi per me è insegnamento, uno sfogo e un aiuto.”

Davanti a te hai un/una piccolo/a atleta e ha bisogno di un tuo incoraggiamento o di una tua “dritta” per andare avanti, cosa ti senti di raccomandare?: “La mia prima gara è stata un disastro: sono arrivata ultima. Ho iniziato ad allenarmi come se fosse un gioco (per i più piccoli è giusto così) e poi ho iniziato a fare risultati. Dai primi risultati ho iniziato a sognare in grande. Mi sono impegnata strenuamente ma il mio sogno più grande, salire sul podio all’Olimpiade di Londra 2012, non si è avverato. Sono successe tante cose in questi anni: sono “caduta” tante volte e ho perso il mio maestro nel momento più bello. Mi sono sempre messa in discussione, ho cambiato 4 case e 2 città. Tante volte ho pensato di smettere ma sarei venuta meno al mio sogno, sarebbe stato forse più semplice smettere ma oggi sono la Campionessa del Mondo e vincitrice della coppa del mondo. Non ho mollato, il mio sogno era più grande. Racconto questo ogni estate a tutti i ragazzi che alleno al Fencing Lab, il camp che organizzo insieme ad altri grandi campioni come Enrico Berrè, Arianna Errigo, Alessio Foconi, Paolo Pizzo e Luigi Samele: riflettete bene su quello che volete i sogni si avverano con dedizione, lavoro e cuore.”

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Dietro ogni singola gara c’è: impegno, sudore, tenacia e sacrificio. Tutto questo quanto può incidere nella vita di un giovane e come può segnare la sua crescita?: “La scherma da questo punto di vista è un sport intriso di regole e dove il rispetto gioca un ruolo fondamentale: la disciplina ti aiuta a raggiungere gli obiettivi che ti se prefissato quindi ti accompagna nella crescita, stimolando l’impegno. Lo sport aiuta nello studio: serve per staccare e sfogarsi. Una corsa o una sudata è davvero rigenerante, purtroppo vedo sempre più adolescenti smettere di fare sport mentre andrebbe incentivato di più perché non è solo agonismo ma anche benessere psicofisico.”

In alcune Nazioni lo sport è un fattore importante nell’educazione del giovane, ci sono borse di studio e finanziamenti per le scuole, gli atleti e le famiglie. Quanto si sta facendo in Italia in tal senso?: “Il CONI sta promuovendo alcuni progetti molto interessanti ma sono ancora molto pochi e non coinvolgono tutti gli sport. C’è ancora tanto da fare soprattutto nelle scuole, che il più delle volte hanno strutture a disposizione inefficienti e non adatte. Oltre a questo c’è anche un problema culturale: lo sport dovrebbe essere un momento formativo fondamentale nella vita di ogni bambino, in Italia questi non è un pensiero condiviso da tutti.”

Ultima domanda; il connubio sport e alimentazione. Che cosa ci puoi dire a tal proposito: “L’alimentazione è un argomento davvero vario e molto gettonato in questo momento. Io personalmente seguo un regime alimentare basato sul mio metabolismo, sulle mie analisi del sangue in accordo anche con la ginecologa.  Sono seguita da una professionista e sono monitorata nei vari periodi di gare e di allenamento.  L’alimentazione è un fattore che tengo molto in considerazione perché mi aiuta nel recupero e nella prestazione. Avere un’alimentazione sana abbinata allo sport aiuta a sentirsi bene: a migliorare il sonno, le prestazioni di lavoro e studio in generale. Sapere di cosa abbiamo bisogno e di come si possono abbinare gli alimenti è un altro argomento che andrebbe insegnato presto ai ragazzi senza ossessione.

A me piace la cucina e mi piace cucinare solo che a volte mi manca il tempo per preparazioni come il pane, che adoro preparare con mio figlio Samuele. Cerco di essere sostenibile utilizzando un menu settimanale così la spesa si fa 1/2 volte a settimana e non ci sono sprechi. “

Grazie a Mara Navarria per essere stata tra le pagine di Life Factory Magazine.

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