MARCO LO RUSSO

Marco Lo Russo alias Rouge è un artista di fama internazionale che ha reso la fisarmonica protagonista indiscussa della sua arte musicale sdoganandola dalla visione di strumento popolare dell’immaginario collettivo. Compositore, arrangiatore, producer, musicologo, docente di Conservatorio, ha fondato e dirige la label Rouge Sound Production, esprimendosi in un crossover miscelando world music, jazz, musica classica ed elettronica.
Classe 1977, originario della provincia di Latina, vive tra Latina ed il resto del mondo viaggiando spessissimo per concerti e produzioni musicali dagli USA al Canada, dal Sud America all’Asia, passando per l’Africa. Oltre ad essere docente in Orchestrazione e Concertazione Jazz al Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino, è un musicista e compositore che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Leo Brouwer, Nicola Piovani e Lina Sastri, solo per citarne alcuni. Ha realizzato e diretto produzioni musicali finaliste all’Eurovision Song Contest, ha collaborato a produzioni Sanremesi, nonché ha composto colonne sonore per Cinema, TV, fiction, documentari, teatro e fashion night.

Parlaci un po’ di te: “A sedici anni ho effettuato il primo tour in Canada e da quel momento non mi sono più fermato! Sentire nel profondo fin da bambino che la musica era la via per esprimermi nella vita, è stato un grande dono che mi ha dato la forza di andare sempre avanti. Sicuramente non ho avuto un’adolescenza normale ma proprio grazie ai tantissimi viaggi e agli anni passati all’estero, il continuo contatto con altre culture, mi ha permesso di conoscere e di conoscermi meglio. Oggi mi sento abbastanza consapevole di quello che non desidero restando sempre aperto alla vita e alle nuove esperienze”.

Parlami dei tuoi progetti o esperienze passate: “Intraprendendo l’attività di musicista professionista, sin da giovanissimo, ho avuto la possibilità di esibirmi e/o comporre musica, come solista e con tantissimi artisti, in numerosissimi contesti: da rassegne concertistiche a festival di danza contemporanea, in film per il cinema, la TV, il Teatro, sino a eventi di moda e in sinergia con altre arti come la pittura. Da questo infatti sono nati i progetti Cinematic, Artematic e Fashionmatic rispettivamente dedicati al cinema, all’arte e alla moda. Tantissimi progetti discografici come Mediterranean accordion o Modern Accordion, in cui ho cercato di utilizzare la fisarmonica per esprimere emozioni e miscelarne il suono con sonorità contemporanee ed elettroniche. Tra le numerosissime esperienze inoltre l’aver collaborato con un Premio Oscar come Nicola Piovani o con un compositore come Leo Brouwer, per il quale ho trascritto la sua musica e su cui sto scrivendo un libro, sono tra le esperienze più importanti”.

I tuoi studi personali: “Appena compiuti diciotto anni mi sono trasferito da Latina a Pesaro per intraprendere gli studi musicali e umanistici. Il Conservatorio Rossini di Pesaro fu il primo ad istituire un corso di fisarmonica ed è proprio lì che inizia il percorso accademico: contemporaneamente frequentavo anche l’Università degli studi di Bologna dove mi sono laureato al DAMS in storia della musica moderna e contemporanea. Laureatomi in fisarmonica a Pesaro, ho continuato gli studi in composizione, arrangiamento, direzione d’orchestra, pianoforte, strumentazione per banda, jazz nei Conservatori di Bologna, Milano e Roma per poi approfondire ulteriormente le mie competenze in centri specializzati sulla music production e sul recording studio in Italia e all’estero”.

Perché la fisarmonica?: “Avventura bellissima, nata per caso! Anche se il caso non ESISTE. Da bambino ero molto timido e riservato ma il maestro elementare, contribuendo ad istituire dei corsi musicali pomeridiani, mi spinse verso la musica. Per gioco alla domanda che strumento vuoi suonare risposi “a nonna piace la fisarmonica”. Iniziai un’avventura che mi gratificava sempre più. La fisarmonica è la mia particolarità, ma non ho mai pensato di essere un fisarmonicista, sono semplicemente un amante della musica”.

A quale musica sei più legato:”Non vi è un legame specifico con una musica perché la musica è un insieme di linguaggi che vanno studiati e approfonditi per poi cercare di utilizzarli al meglio a seconda di cosa e come si desidera esprimere. Come mettere un vestito per la giusta occasione. Per quanto mi riguarda potremmo parlare di mescolanza stilistica che però in effetti non è mai stata un’idea cosciente e che molto probabilmente oltre alla mia curiosità innata deriva dalla mia formazione che comprende sia il percorso di studi musicali classici sia studi sull’improvvisazione, i linguaggi contemporanei legati al jazz, alla musica etnica e alle tecnologie informatiche applicate alla musica. Da sempre poi l’immagine, la figura, il corpo e la fisicità, sono stati elementi molto importanti nella mia mente espressiva. Come Picasso disegnava con la luce per creare anche sinergia artistica penso sempre a delle immagini quando compongo o eseguo e la danza si presta a dare concretezza sonora. L’idea di un concerto ballato o di una danza suonata mi affascina molto. Ho collaborato con diverse compagnie stabili di danza e teatro danza e una tra tutte, con la quale ho realizzato numerosissimi spettacoli è la compagnia cubana Retazos diretta da Isabel Bustos. Spesso, oltre ai concerti per fisarmonica solista in acustico, nei miei live aggiungo anche supporti preregistrati di EDM proprio per aderire sempre più al mondo sonoro che ci circonda”.

Da cosa vieni ispirato quando componi un brano: “Per chi fa il musicista di professione non basta la creatività solo sull’ispirazione, ma quanto sulla ricerca continua di stimoli che poi la vita ci regala tutti i giorni. Ad esempio, l’Ave Maria che ho composto e dedicato a Papa Francesco è stata stimolata dalla preghiera che il Papa ha dedicato a noi artisti oppure durante il mio primo tour di concerti all’estero nel 1995, mentre eseguivo mie composizioni e brani italiani rivisitati in acustico, notai subito il parere favorevole del pubblico ed ebbi l’intuizione di realizzare un progetto che sentivo appartenesse alle mie origine e potesse quindi parlare dell’italianità attraverso la musica contemporanea con scopi benefici. Lo studio anche di altri linguaggi musicali e la ricerca mi hanno portato nel tempo a ideare il progetto Made in Italy, che presentato poi ufficialmente a Cuba, qualche anno dopo, mi ha portato a produrre la rivisitazione in elettroacustico del singolo Caruso di Lucio Dalla, in versione strumentale, cantato in italiano e spagnolo, con la fisarmonica come strumento leader e in giro per il mondo. Oggi tra l’altro questa visione mi ha portato a concretizzare anche il progetto Made in Lazio che cerca di valorizzare e promuovere il nostro territorio all’estero”.

Cosa consigli a chi vuole fare il tuo lavoro: “Qualsiasi lavoro è la fusione di passione, determinazione e tantissimo studio e ricerca. Non ci si può improvvisare a fare nulla. Bisogna essere competenti, preparati e continuare sempre a migliorarsi. Quindi il consiglio, che credo sia valido non solo per chi vuole fare il musicista, è avere tanta curiosità e l’umiltà di studiare sempre”.

Progetti futuri: “ Ho numerose idee e produzioni musicali in cantiere. Posso solo anticipare che il progetto Made in Lazio, una costola del Made in Italy, desidera mettere in risalto le unicità dei territori attraverso un percorso emozionale che passa per la mia musica. Sul blog ufficiale del sito https://www.marcolorusso.com/blog/ troverete già alcune anticipazioni”.

Smart link su Marco Lo Russo Rouge https://ampl.ink/d8MQ7

Video presentazione: https://youtu.be/5XR7CbxE_6s

Rassegna stampa: https://www.marcolorusso.com/rassegna-stampa

Premi e apprezzamenti: https://www.marcolorusso.com/marco-lo-russo-aka-rouge

You tube: http://www.youtube.com/lorussofisa

Facebook: https://www.facebook.com/LoRussoMarco

Twitter: https://twitter.com/LoRussoFisa

Instagram: https://www.enjoygram.com/marco

GRAZIE DA LIFE FACTORY MAGAZINE ❣️

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