ETTORE NICOLETTI

“… facciamo teatro per ospitare al meglio il futuro…” (Gli Eredi)

Ettore Nicoletti (attore, produttore e regista cinematografico), si racconta a noi di Life Factory Magazine “CON EROICO CORAGGIO, ARMATO DI SINCERITÀ E SINTETICITÀ” (come lui stesso ci preannuncia).

ALLA DOMANDA PARLACI UN PO’ DI TE, RISPONDE: “In tutta sincerità, questa domanda mi ricorda i “temi liberi” della scuola elementare, e l’ansia che mi mettevano proprio perché “liberi”, perché il foglio era troppo bianco ed il mio mondo libero troppo vasto. Credo che dalla limitazione possiamo generare libertà. Attraverso un ordine possiamo scardinare e commettere errori. E creare la nostra arte.Supererò questa ansia con eroico coraggio armato di sincerità e sinteticità. Sono figlio di un padre che all’età di 3 anni è stato abbandonato in casa sotto i bombardamenti tedeschi e che poi è diventato avvocato seguendo le orme di suo padre.Sono figlio di una madre che portava abitini comprati nei mercatini di usato proveniente oltreoceano, portati dagli alleati mentre liberavano la nostra patria dai bombardamenti tedeschi.

COM’ERA ETTORE DA BAMBINO: “da bambino ho trovato la sopravvivenza al mio senso di inadeguatezza rifugiandomi in un mondo ideale e fantastico, un conflitto che ha generato la mia vitalità artistica. Ho passato la mia adolescenza suonando la batteria in un gruppo punk e ribellandomi al conformismo che alimentava il mio così caro senso di estraneità.Il mio primo vinile è stato “Never Mind The Bollocks” dei Sex Pistols,rubato insieme ad un amico che riusciva a nasconderlo sotto il“bomber” verde militare, mostrando così un corpo quadrato e deforme. Forse un vinile del genere ci è stato lasciato sottrarre dal negozio nella certezza del titolare che poi saremmo rimasti incastrati in una dipendenza da vinile. Così è stato (per la gioia delle casse del negozio il sabato pomeriggio).
Lasciata l’università di Fisica ho gestito per 10 anni uno storico locale rock’n’roll a Cesena, il Legö. Una gestione che mi lasciava tempo libero per studiare recitazione e Teatro”.

DOVE TI HANNO PORTATO I TUOI STUDI: “Gli studi mi hanno portato a Berlino e a Parigi mostrandomi che il teatro era la mia casa, una casa in continuo movimento, sempre in ristrutturazione, che mi permette di ridimensionare quel mondo fantastico e ideale con il quale condivido un amore felice e violento.Ora lavoro come attore e come regista. Nel teatro, nel cinema e nella tv. Ho una Royal Enfield da qualche anno. Vivo con la mia gatta. Davanti al Teatro comunale. In una casa, non per strada, grazie a dio. “La bellezza salverà, il mondo” è la frase di Dostoevskij che sostiene il mio senso e la mia espressione artistica”

PARLAMI UN PO’ DEI TUOI PROGETTI PASSATI A CUI SEI LEGATO“Già questa domanda è un regalo. La memoria è costruzione. “Costruire è distruggere” (frase di uno dei miei ultimi spettacoli). Sono più gli incontri che i progetti che mi permettono di costruire la mia piccola torre di Babele. E poi si sa che dovrà crollare. Lo farà, e ballerò sul mondo nell’attesa. (Un corso di un anno di Boogie-Woogie l’ho comunque fatto, tempo fa, ma preferisco il libero movimento espressivo e il contact). Sicuramente l’incontro con il regista Jurij Alschitz e la sua scuola Berlinese sono un punto fondamentale nella mia crescita e consapevolezza di artista. Ricordo ancora le sue affascinanti, frasi ( dannatamente misteriose e illuminanti), “Theatre is like looking for a black cat in a black room” che con l’illuminazione credo generi un conflitto perfetto.Il conflitto è vita. Il periodo di Berlino mi ha legato all’amico e “fratello” Benoît Felix Lombard, artista, regista, attore e dj parigino con il quale dopo anni di progetti nomadi, ho fondato il collettivo internazionale “gli Eredi” (glieredi.com).

PERCHÉ AVETE CREATO IL COLLETTIVO INTERNAZIONALE DEGLI EREDI: “abbiamo creato il collettivo, con la voglia di condividere la nostra dolce follia, la follia di chi crede ancora che il teatro possa cambiare la vita.Il collettivo mi ha dato una ulteriore casa e mi permette di lavorare con artisti internazionali nella più profonda libertà e vulnerabilità, cercando quel famoso “black cat in a black room”. C’è, ci deve essere, si sente il respiro, ma è dannatamente black (mannaggia a lui).Paul Henry Miller, londinese, è un altro incontro fondamentale, mio insegnante, poi amico ed ora regista con il quale lavoro.E veniamo ad “Arthur”, il ruolo del serial killer in crisi esistenziale che mi ha visto protagonista della serie omonima. Una serie Svizzera, per la regia di Nick Rusconi.
Arthur” l’ho conosciuto, amato, mi ha spaventato, mi ha divertito, e mi ha regalato diversi premi in giro per il mondo come “best actor”.

IL 2009 È L ANNO IN CUI CREI LA SCUOLA D’ IMPROVVISAZIONE TEATRALE:”10 anni di direzione artistica della Scuola di Improvvisazione di Cesena. Ringrazio l’universo anche per questo.Mi ha dato la possibilità di esplorare questo campo, una disciplina cosi maltrattata, sminuita, male interpretata, male insegnata. Un arte profonda, potenzialmente potentissima, basilare. L’atto creativo, la scintilla che viene espressa nel suo nascere, nella sua evoluzione, abbracciando l’errore e la spontaneità. Una ribellione al diffuso modo di vivere quotidiano. Dopo dieci anni di attività la scuola ha un centinaio di iscritti, un piano didattico ben strutturato su 4 anni accademici ed un successivo inserimento in progetti artistici di produzione,e che fa capo alla compagnia omonima”.

FORMARE ARTISTICAMENTE GLI ATTORI DEL DOMANI, HA FORMATO ANCHE TE:? “l’insegnamento mi ha aperto le porte di un mondo ancora inesplorato ma importantissimo per la mia consapevolezza artistica. Condurre una classe ti da accesso ad un atto creativo e di fiducia, in te stesso ma soprattutto nell’altro. Ti mette difronte ad uno specchio che riflette i tuoi limiti e la tua forma nuda e cruda. Mi ha aiutato a conoscermi come artista e come essere umano. E’ una esperienza veramente potente. L’apprendimento è a doppio senso. Credo che uno dei segreti di un buon insegnamento sia abbandonarsi a questa verità. Impariamo dai nostri allievi tanto quanto loro apprendono insieme a noi”.

PROGETTI PER IL FUTURO: “È in arrivo la tournée con la Dodicesima Notte per la regista di Silvia Giulia Mendola, un lavoro al quale sono molto legato. Sir Toby, il mio ruolo, mi appassiona e mi eccita. Tra un mese inizierò a lavorare alla commedia “The Boys In The Band” per la regia di Giorgio Umberto Bozzo, un progetto interessante che mi permetterà di esplorare un carattere nuovo sul palcoscenico. Con il collettivo gli Eredi saremo presenti al Festival Noir di Cesenatico a Luglio, per la seconda edizione e ci divertiremo tantissimo. Con Benoît Felix Lombard stiamo lavorando su “Il Grande Inquisitore” capitolo dei Fratelli Karamazov di Dostoevskij per una trasposizione teatrale e non vedo l’ora di lavorare sul bacio enigmatico di Cristo. Quel bacio che “… gli brucia nel cuore, ma il vecchio non muta la sua idea”. “Horatio” sarà un altro progetto per il collettivo gli Eredi, raccontare la storia di Amleto attraverso le parole di Horatio, il fedele amico, tra le cui braccia un morente Amleto si raccomanda “Orazio tu vivi per raccontare la mia storia”. Immaginate il peso di questo amorevole amico! Divertente no? In un presente dove lo story telling è tutto e politicamente strumentalizzato? Divertente. Con Paul Henry Miller stiamo cominciando un lavoro su Macbeth, (il dramma innominabile ma io qui lo nomino vediamo che succede). Una messa in scena, noir, horror, un lavoro a due attori con un clima da dramma radiofonico. E infine spero di trovare il tempo per continuare la scrittura di una sceneggiatura per il  cinema a cui sono molto legato”.

Cosa consigli a chi vuole fare il tuo percorso lavorativo: “Il mio percorso nasce da un’esigenza, questo è evidente. Alimentare questa esigenza, accompagnarla e farsi accompagnare è il consiglio che mi sento di dare. A me per primo”.

“… noi guardiamo senza sorrisi né tristezza il passato. Facciamo teatro per ospitare al meglio il futuro. Noi giochiamo con il tempo perché crediamo che sia una cosa viva” (Gli Eredi)

Grazie Ettore, per esserti raccontato a noi di Life , con gentilezza, umiltà e ironia.

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

Ringraziamo Marco Onofrio per le bellissime foto.

Per chi volesse seguire Ettore Nicoletti lo può fare attraverso il suo sito:

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