Nazareno Barra

Mi chiamo Nazareno Barra, e sono originario di un paese in provincia di Napoli, (Cardito). Vivo ormai da dieci anni a Trenzano, in provincia di Brescia.

Parlami un po’ del tuo lavoro:
“Sono principalmente un fotografo ritrattista. Prediligo il genere glamour e quello gotico. Ogni qual volta una modella mi contatta per lavorare con me, è soprattutto per questi due generi. Nel primo, il glamour, cerco sempre di non scadere nella volgarità o nel nudo. Credo sia molto più attraente una foto che suggerisca piuttosto di una che mostri senza filtri. Amo moltissimo i primi e primissimi piani, un po’ meno la figura intera.Nel secondo, il gotico, spazio dalle foto in costume d’epoca all’horror. Ovviamente, su richiesta, spazio anche in altri generi, ma quelli elencati sono i miei preferiti.
Sono anche un fotografo paesaggista e ho curato su Instagram quattro hub di una delle più grandi community italiane che si occupa della promozione del territorio. Mi piace fotografare soprattutto chiese e monumenti e a volte vengo invitato a presenziare a mostre, eventi o a visitare luoghi per fare scatti”.

Parlami un po’ di come nasce questa passione:.
“Potrei affermare che la fotografia ce l’ho nel sangue e non sarebbe una frase fatta o una vanità. Vengo da una famiglia di fotografi matrimonialisti, tutti più o meno bravi.Per indole ho sempre cercato di crearmi una strada mia. Certo, un paio di matrimoni li ho anche fatti, ma inevitabilmente scatta qualcosa in me che mi porta a imitare o a cercare di superare cose già fatte e già viste, quindi mi sento limitato nella creatività. Senza parlare dell’enorme fatica fisica e mentale che comporta questo ramo della fotografia. Chi fa questo lavoro per mestiere e con passione te lo potrà confermare. Fare matrimoni è stancante. Quindi mi sono dedicato dapprima alla grafica e agli edit e poi alla foto paesaggistica e di ritratto: amo soprattutto il buio, i forti contrasti tra ombre e luci.

Progetti importanti futuri:
“Al momento, oltre ai soliti impegni, più che un progetto importante, avrei un sogno: dar vita a una specie di factory che possa essere il punto di ritrovo di giovani fotografi emergenti come me. Un luogo dove ci si possa ritrovare per chiacchierare, confrontarsi e che sia anche uno studio fotografico. So quanto sia difficile per i fotografi alle prime armi e mi piacerebbe poter dare quelle opportunità che io non ho avuto.
Non è facile, ma spero di riuscirci prima o poi.

Emozioni che provi durante uno scatto:
“Ansia e adrenalina. Non scherzo. Prima di arrivare alla fase di scatto, io una foto la penso, la immagino, spesso per lungo tempo. Che sia una persona o un paesaggio, cerco di vederci qualcosa di nuovo o insolito. E quegli attimi che passano dalla composizione a quando la guardo nel display, per me sono lunghissimi. Se lo scatto corrisponde a ciò che mi ero immaginato, ne sono felice, altrimenti ne faccio altri due o tre. Se non raggiungo il risultato, accantono e passo ad altro. Se mi fossilizzassi, sarebbe la fine. Non mi piace scattare a raffica nella speranza che una buona tra tante esca fuori. Ho ancora una mentalità da pellicola. Non so se sia un bene o un male.

Cosa ti ispira:
“Il buio. Si dice che le fotografia sia questione di luce. Io credo che senza oscurità la luce non possa brillare”.

Parlami un po’ di Nazareno:
“Sono un uomo piuttosto riservato e timido, ma profondamente ironico, spesso sarcastico. Adoro la musica, soprattutto i Queen e i Pink Floyd, il metal e la classica. Sono un accanito lettore e un fumatore caffeinomane incallito.Ho un carattere molto riflessivo e ipercritico nei miei confronti. Amo i gatti alla follia (ne ho 4).

Cosa consigli a chi vuole fare il tuo lavoro:
“Pazienza. Tantissima. Oggigiorno, con l’avvento del digitale, dei social e degli smartphone, si credono tutti un po’ fotografi. Quindi emergere è ancora più difficile.Costanza. Spesso verrà voglia di buttare tutto all’aria, ci si sentirà demoralizzati. È umano, succede. Ma bisogna perseverare.Studiare. Bisogna conoscere a fondo lo strumento che si ha in mano. Non ha senso comprare migliaia di euro in attrezzature professionali se non si sa come sfruttarle. Quindi serve studio e impegno per tirare fuori dalla reflex quello che hai nella mente. Lo studio è importante: senza, sarebbe come voler scrivere un romanzo ignorando la grammatica. Osare e crearsi un proprio stile che non è usare sempre lo stesso preset per ogni foto.E soprattutto, credere in sé stessi senza mai svendersi, ma senza arroganza. Soprattutto nei primi tempi, la tentazione di lavorare in cambio di visibilità, sarà forte. È un errore madornale. Non svendete la vostra passione e il vostro lavoro. Mai. E, in ultimo, restate umili. Ci sarà sempre qualcuno da cui potrete imparare qualcosa.”

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

” Grazie mille a te per questa opportunità”.

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