Una giusta causa

Life Factory Magazine è stato alla “prima” della proiezione Una giusta causa della regista Mimi Lender.

La pellicola è tratta da una storia vera e narra la vicenda di Ruth Bader Ginsburg, una delle quattro donne che hanno mai fatto parte della Corte Suprema americana che ha dedicato la vita a combattere per i diritti alle donne e alla parità dei sessi.

giusta causa.jpgUn cast di tutto rispetto per questo film. Gli attori principali sono la bella Felicity Jones che interpreta Ruth Bader Ginsburg e Armie Hammer che ha il ruolo di Marty Ginsburg, il marito di Ruth. Seguono Justin Theroux, Sam Waterston e Kathy Bates

La trama: è la storia vera di Ruth Bader Ginsburg (Felicity Jones), una delle nove donne che nel 1956 viene accettata al corso di legge dell’Università di Harvard, ma che, nonostante il suo talento, viene rifiutata da tutti gli studi legali proprio perché donna. Sostenuta dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon (Kathy Bates), la donna apre un processo sul proprio controverso caso di discriminazione di genere. Nonostante il nutrito numero di oppositori, Ruth riesce a ottenere la sua vittoria in tribunale, creando con il processo un precedente nella storia legale statunitense. 
Il film è un tributo a Ruth Bader, seconda donna a essere nominata Giudice della Corte Costituzionale, nonché una delle figure più influenti del nostro tempo. Le lotte di Ruth per ottenere la parità dei sessi sul lavoro sono un invito, più attuale che mai, a ogni donna a non farsi sopraffare da una cultura maschilista in ogni campo.

Quello che abbiamo visto è un film biografia/drammatico che attraversa la storia temporale dei diritti alle donne. All’inizio la trama può essere lenta e senza molti coinvolgimenti, ma nel proseguo i personaggi riescono a catturare l’attenzione e sviscerare l’intricate nozioni giuridiche che vengono snocciolate. Sicuramente è un film che può risultare pesante a chi è a digiuno di codice civile, specie se è quello americano. Eppure la recitazione e la storia incuriosiscono e inchiodano il pubblico alla poltrona.

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La recitazione di Felicity Jones è buona, ma forse l’attrice è ancora un po’ acerba per un ruolo così imponente. Una nota di merito è per il bellissimo guardaroba anni ’50 e ‘70 che sfoggia. Armie Hammer ha un ruolo defilato, ma ci può stare visto che il film è centrato sulla protagonista.

L’argomento trattato è delicato, ma sfortunatamente ancora attuale e la protagonista cerca di imprimere forza e carattere nella sua interpretazione. Possiamo affermare che il percorso per un trattamento paritario tra donne e uomini era difficoltoso o inesistente allora e lo è ancora adesso, specie in certi ambiti lavorativi.

 

Giudizio:4stelle



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